Esperienza maturata nel trattamento dell’Iperplasia Prostatica Benigna (BPH) mediante laser Tulio (Thulep)

Varese, 20/10/2013

Dal mese di Maggio 2012, per il trattamento dell’Iperplasia Prostatica Benigna (IPB) , è stata introdotta presso la Nostra Unità Operativa di Urologia la metodica di enucleo- vaporizzazione prostatica trans-uretrale mediante laser a Tulio, nota con l’acronimo THULEP.

Operativamente si procede all’enucleazione della componente adenomatosa periuretrale della prostata per via endoscopica mediante fibra laser Tullio. Il tessuto enucleato viene spinto in vescica e successivamente “ morcellato “ vale a dire demolito e aspirato rapidamente con un sistema di recente ideazione. Rimane in sede la porzione periferica della ghiandola. Al termine del trattamento i frammenti di prostata vengono raccolti ed inviati per esame istologico.

Attualmente questa metodica è utilizzata esclusivamente da due centri in tutta la regione Lombardia (San Donato Milanese e Varese). Riteniamo che il laser Tulio sia nettamente più performante delle altre 2 metodiche laser attualmente in uso (Green laser e Olmio). Il Tulio infatti consente contemporaneamente l’enucleazione di adenomi anche di volume elevato (fino ed oltre 150 ml) e l’eventuale vaporizzazione della prostata residua. I vantaggi di questa tecnica sono molteplici, permette di trattare endoscopicamente la quasi totalità dei paziente affetti da IPB e un netto abbattimento dei tempi di degenza, a parità di tempi operatori rispetto alle metodiche tradizionali.

Si può oggi affermare che la IPB può essere trattata esclusivamente per via endoscopica minimamente invasiva, abbandonando, a parte casi eccezionali, l’approccio chirurgico a cielo aperto. L’alto potere di coagulazione rende le perdite ematiche insignificanti e consente il suo utilizzo in pazienti in terapia antiaggregante e anticoagulante, è estremamente utile anche nel caso il paziente sia una “Testimone di Geova”.

Il tempo di cateterizzazione è ridotto (12-24 ore) se paragonato alla elettroresezione trans uretrale della prostata ( TURP) ( 72 ore ) ed alla adenomectomia chirurgica (96 ore). Il paziente può essere dimesso in prima giornata post operatoria, al massimo in seconda, a differenza delle metodiche tradizionali che richiedono una degenza di 3-4 gg o 5-6 gg. L'eventuale lavaggio continuo della vescica, non sempre necessario, è limitato eventualmente alle prime 12 ore ( 36 e 72 ore rispettivamente per TURP e la adenomectomia chirurgica), permettendo un netto alleggerimento dell’attività assistenziale infermieristica.

La metodica si è rivelata, oltre che efficace, anche estremamente sicura, non avendo mai ravvisato gravi complicanze legate all’ intervento.

Da un punto di vista sintomatologico, si è osservato che tutti i pazienti trattati hanno avuto un chiaro beneficio e tutti si sono dichiarati soddisfatti degli esiti riportati.

Il laser Tulio è stato altresì impiegato efficacemente in pazienti per una steno-sclerosi del collo vescicale e per il trattamento di pazienti con neoplasie dell’ uretere distale e del bacinetto renale con ottimo risultato e ha permesso di evitare la asportazione del rene e dell'uretere.

In prospettiva pensiamo di utilizzare questa metodica per il trattamento di tutti i pazienti affetti da IPB, e di impiegare il laser a Tullio anche per altre finalità, ad esempio il trattamento chirurgico delle piccole neoformazioni renali passibili di enucleoresezione.

Recentemente abbiamo presentato al XIV Congresso Nazionale della SUN (Società Urologia Nuova) la casistica relativa alla THULEP realizzata tra maggio e settembre 2012.

Per quanto riguarda l’utilizzo dello strumentario laser, si deve ricordare che nella nostra Unità Operativa viene ormai impiegato il laser ad Olmio per il trattamento della calcolosi urinariai. In questo periodo è stata introdotta una nuova metodica (RIRS: Retrograde Intra Renal Surgery) che prevede l’utilizzo di ureteroscopi flessibili ed il laser ad Olmio 30 watt. Oggi, presso la UO di Urologia della AO Macchi abbiamo a disposizione la tecnologia più aggiornata per il trattamento della calcolosi che comprende anche ESWL* e PCNL** .

La RIRS inoltre è ormai una realtà così efficace, nell’ambito della chirurgia mini invasiva, da far prevedere, grazie al suo “stone-free-rate”, come, in futuro l’approccio alla calcolosi della via urinarie possa diventare esclusivamente endoscopico.

Riassumendo, negli ultimi 28 mesi il laser è stato da noi utilizzato in numerose attività urologiche (IPB, calcolosi ureterale e renale, carcinomi uroteliali) ponendoci all’avanguardia nell’ utilizzo di questa nuova tecnologia, che è sicuramente ormai una realtà con cui tutti gli urologi dovranno confrontarsi.

E' previsto l'inizio a breve di un corso per medici che vogliano avvicinarsi alla nuova metodica che è stato organizzato in più sessioni presso la nostra unità operativa.

Chiunque voglia accedere può contattarmi attraverso gli estremi riportati sul sito.

*ESWL : Litotrissia extracorporea ad onde d’urto

**PCNL : litotrissia percutanea

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